Il primo legame di Zofka Kveder con Gorizia nacque grazie ad Andrej Gabršček, suo editore e proprietario di una libreria nel palazzo della Casa del Commercio. Donna dai molteplici talenti, Kveder si distinse come scrittrice, drammaturga, traduttrice, pubblicista e mediatrice culturale. Gorizia appare nella sua novella Gabrijela, dove l’autrice descrive l’incontro della narratrice in prima persona con una compagna di scuola ai Giardini Pubblici, proprio vicino al Trgovski dom.
Dalla sua corrispondenza sappiamo anche che in seguito amava recarsi in città per visitare l’amico Anton Dermota, avvocato e socialdemocratico. Il 24 gennaio 1910 tenne a Gorizia una conferenza che ebbe grande risonanza. Il giornale Rdeči prapor (La Bandiera Rossa) scrisse: “Ieri, 24 c.m., la scrittrice signora Zofka Kveder Jelovšek ha tenuto per noi una splendida conferenza sul femminismo. Ha parlato con pacatezza – come ha detto lei stessa – senza aspirazioni, ottenendo grande successo. Ha tracciato per sommi capi una panoramica di come si sia evoluta storicamente la concezione della donna e del suo ruolo e compito nella vita sociale e individuale. La parte più interessante – e più attuale – è stata quella in cui ha parlato della donna nei tempi nuovi, moderni. Gli ascoltatori si sono distinti già per il numero in cui sono accorsi alla conferenza: mai una conferenza in sloveno a Gorizia aveva avuto un pubblico così numeroso! E hanno anche seguito con attenzione, in modo esemplare, cosa che a Gorizia va particolarmente riconosciuta. Questa conferenza è stata la prima manifestazione pubblica organizzata dall’Associazione culturale operaia slovena di Gorizia, e già in questa occasione ci siamo arricchiti di un’esperienza. La conferenza si è tenuta in ambienti sloveni, nella sala dell’hotel All’Angelo d’Oro.”
L’eco di questa conferenza risuonò anche dopo la Prima Guerra Mondiale, come testimonia l’introduzione a un ritratto di Zofka Kveder pubblicato su Slovenka: “La ricordo dai tempi della mia giovinezza. Una sera tenne una conferenza nella sala dell’hotel ‘All’Angelo d’Oro’ a Gorizia. Tutto il mondo intellettuale maschile e femminile accorse ad ascoltarla.” (Slovenka 1923, n. 2, p. 27).
