Maria von Egger nacque il 21 luglio 1852 a Trieste, figlia di un consulente finanziario. Trascorse l’infanzia in diverse città (Venezia, Osijek, Pola, Budapest, Praga…), finché la famiglia non si trasferì a Gorizia, dove Maria studiò presso le Suore Scolastiche e dove incontrò il suo futuro marito, l’avvocato Camillo von Egger, che sposò nel 1871. Parlava cinque lingue ed era autodidatta in tedesco, che imparò con grande fatica. Il talento letterario lo ereditò da entrambi i genitori. Il suo pseudonimo, “Lacroma”, nacque da un ricordo d’infanzia: l’arciduca Massimiliano, futuro imperatore del Messico, l’aveva tenuta tra le braccia sull’isola di Lokrum, di cui era proprietario. Quasi tutte le sue opere furono tradotte in italiano.
Fu attiva, inoltre, come critica di arte e letteratura italiana anche in prestigiosi giornali tedeschi, distinguendosi anche nella saggistica storico-culturale. Fu l’unica donna a contribuire all’antologia pubblicata dalla libreria universitaria Szelinski a Vienna in occasione del 50° anniversario del regno dell’imperatore austro-ungarico. Tra i critici suscitò interesse il suo romanzo storico ambientato ad Aquileia nell’antichità, e furono popolari anche i suoi altri romanzi, racconti brevi e scritti sul pittoresco paesaggio goriziano.
Nella raccolta Bagatelle troviamo anche la storia della cripta dei Borboni a Kostanjevica.
“All’epoca del conte Mattia della Torre, la collina – che ancora oggi mantiene un suo caratteristico e poetico incanto – si presentava ricoperta di alberi ed aveva un aspetto davvero idilliaco. Il nobile dignitario certamente ne apprezzava la benefica solitudine. Vi si ritirava principalmente per sfuggire al trambusto del suo castello, situato ai piedi del colle, e per dedicarsi alla preghiera in pace e tranquillità.”
Il dott. Branko Marušič ha scritto su di lei un articolo più approfondito.
