Mara von Berks,
Mara Čop Marlet,
Mara Tschopp

10/8/1850–25/5/1910
Mara von Berks nacque a Livorno, figlia dell'ufficiale austriaco Anton Chop e della madre originaria di Magonza. Dopo la Rivoluzione italiana, la famiglia perse la sua fortuna e si trasferì in Croazia.

Mara von Berks nacque a Livorno, figlia dell’ufficiale austriaco Anton Čop; sua madre era originaria di Magonza. Dopo il Risorgimento, la famiglia perse i propri beni e si trasferì in Croazia. Nel 1889 sposò l’avvocato francese Charles Lenger-Marlet. Con il marito intraprese diversi viaggi per il mondo, visitando tra l’altro il Nord Africa e varie isole del Mediterraneo. In questo periodo iniziò a scrivere le sue impressioni di viaggio per diversi quotidiani e periodici francesi, tra cui la Nouvelle revue. I suoi contemporanei apprezzarono particolarmente i suoi studi etnografici sui Sinti e i Rom, per i quali la società inglese Gypsy Lore Society la nominò corrispondente onoraria. Dopo la morte del primo marito si trasferì a Graz e nel 1894 si risposò con il proprietario terriero e deputato al parlamento Hugo von Berks, dal quale ebbe un figlio. A Vienna gestiva uno dei rari salotti politici; per le sue opere traeva spunto anche dal “dietro le quinte” della vita parlamentare. La sua famiglia risiedeva nel castello di Blagovna presso Šentjur in Stiria. Dopo la morte del marito (1906) si trasferì a Gorizia, dove morì di tubercolosi nel 1910. Scrisse novelle, romanzi, drammi, il libretto per l’opera Princesa Vrtavka (La Principessa Girandola) di Josip Ipavec e tradusse opere teatrali. Era particolarmente interessata alle donne appartenenti alle culture slave meridionali, africane e Rom, delle quali scrisse nei suoi studi etnografici. La vicenda amorosa del romanzo Grešnica (Die Sünderni/La Peccatrice) si sviluppa tra Vienna e un piccolo centro della Stiria, in un’epoca in cui anche Gorizia non aveva ancora le dimensioni di una grande città:

“Non appena giunse nella cittadina, fu colto da quello spaesamento tipico dell’abitante della grande città che si ritrova in un piccolo centro. Mancava tutto: il servizio postale celere, l’illuminazione elettrica, i giornali del giorno prima, mentre i residenti davano un’importanza spropositata a eventi insignificanti. Persino il passaggio di un circo di cani era considerato un avvenimento.” (Die Sünderin)

Un approfondito articolo su di lei è stato scritto in croato da Slavica Žura Vrkić. In sloveno ha scritto di lei anche il prof. ddr. Igor Grdina.

Galerija

Lokacije

Via Dante Alighieri 14 / Dantejeva ulica

Mara von Berks,
Mara Čop Marlet,
Mara Tschopp

10/8/1850–25/5/1910
Mara von Berks
Mara von Berks nacque a Livorno, figlia dell'ufficiale austriaco Anton Chop e della madre originaria di Magonza. Dopo la Rivoluzione italiana, la famiglia perse la sua fortuna e si trasferì in Croazia.

Mara von Berks nacque a Livorno, figlia dell’ufficiale austriaco Anton Čop; sua madre era originaria di Magonza. Dopo il Risorgimento, la famiglia perse i propri beni e si trasferì in Croazia. Nel 1889 sposò l’avvocato francese Charles Lenger-Marlet. Con il marito intraprese diversi viaggi per il mondo, visitando tra l’altro il Nord Africa e varie isole del Mediterraneo. In questo periodo iniziò a scrivere le sue impressioni di viaggio per diversi quotidiani e periodici francesi, tra cui la Nouvelle revue. I suoi contemporanei apprezzarono particolarmente i suoi studi etnografici sui Sinti e i Rom, per i quali la società inglese Gypsy Lore Society la nominò corrispondente onoraria. Dopo la morte del primo marito si trasferì a Graz e nel 1894 si risposò con il proprietario terriero e deputato al parlamento Hugo von Berks, dal quale ebbe un figlio. A Vienna gestiva uno dei rari salotti politici; per le sue opere traeva spunto anche dal “dietro le quinte” della vita parlamentare. La sua famiglia risiedeva nel castello di Blagovna presso Šentjur in Stiria. Dopo la morte del marito (1906) si trasferì a Gorizia, dove morì di tubercolosi nel 1910. Scrisse novelle, romanzi, drammi, il libretto per l’opera Princesa Vrtavka (La Principessa Girandola) di Josip Ipavec e tradusse opere teatrali. Era particolarmente interessata alle donne appartenenti alle culture slave meridionali, africane e Rom, delle quali scrisse nei suoi studi etnografici. La vicenda amorosa del romanzo Grešnica (Die Sünderni/La Peccatrice) si sviluppa tra Vienna e un piccolo centro della Stiria, in un’epoca in cui anche Gorizia non aveva ancora le dimensioni di una grande città:

“Non appena giunse nella cittadina, fu colto da quello spaesamento tipico dell’abitante della grande città che si ritrova in un piccolo centro. Mancava tutto: il servizio postale celere, l’illuminazione elettrica, i giornali del giorno prima, mentre i residenti davano un’importanza spropositata a eventi insignificanti. Persino il passaggio di un circo di cani era considerato un avvenimento.” (Die Sünderin)

Un approfondito articolo su di lei è stato scritto in croato da Slavica Žura Vrkić. In sloveno ha scritto di lei anche il prof. ddr. Igor Grdina.

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