Nata a Tolmino nel 1910, trascorse i primi anni di scuola elementare a Jesenice, dove si trovava profuga durante la Prima Guerra Mondiale, per poi completare gli studi nella sua città natale. Dopo la scuola civica, si iscrisse all’Istituto commerciale di Gorizia, dove studiò anche violino sotto la guida del professor Rodolfo Lipizer. Conseguita la maturità, fece ritorno a Tolmino, dove si distinse per il suo impegno musicale e sociale: fu primo violino nell’orchestra cittadina, suonò il mandolino nell’orchestra di liuti, partecipò ad associazioni giovanili clandestine e fondò un piccolo coro femminile, dedicandosi all’insegnamento del canto alle ragazzine. Nel 1933 sposò il compositore Lojze Bratuž e si trasferì a Gorizia, dove nacquero i loro due figli, Lojzka e Andrej. Erano quelli gli anni più bui della violenza fascista contro la popolazione slovena, che colpiva in particolare gli esponenti di spicco della comunità. All’inizio del 1937, Lojze Bratuž cadde vittima della repressione politica: costretto a bere olio di macchina, lasciò Ljubka vedova in giovanissima età.
Seguirono gli anni di guerra, e anche Ljubka fu arrestata, torturata e rinchiusa per diversi mesi nel campo di concentramento italiano di Sdraussina. Solo dopo la guerra la sua vita iniziò a migliorare. A Gorizia completò il corso per insegnanti e la maturità, diventando così insegnante, il lavoro che considerava quello giusto per lei. In questa nuova situazione si liberò anche la sua creatività poetica, che coltivava fin da bambina. La sua prima raccolta di sonetti, Un serto di non-ti-scordar-di-me sulla tomba del marito, uscì nel 1957, edito dall’autrice stessa. Ljubka Šorli pubblicava le sue poesie in riviste e calendari della comunità slovena all’estero, ma anche in Carinzia e in Argentina.
Oltre alle poesie, amava scrivere brevi scenette per uso scolastico e per molti anni collaborò con la stazione Radio Slovena di Trieste al programma Radio za šole (Radio per le scuole). Nel 1973, la casa editrice Mohorjeva družba di Gorizia pubblicò la sua raccolta Izbrane pesmi (Poesie scelte), curata da Marijan Brecelj, e nel 1983 uscì la raccolta per bambini Veseli ringaraja (L’allegro girotondo). Nel 1987, la casa editrice Založništvo tržaškega tiska/Editoriale Stampa Triestina pubblicò la raccolta Pod obokom čarobnim (Sotto la magica volta), curata da France Bernik.
In occasione del suo 75° compleanno, la poetessa fu omaggiata a Tolmin con un’edizione bibliofila delle poesie dedicate proprio alla sua cittadina natale, Rumeni ko zlato so zdaj kostanji (Gialli come l’oro sono ora i castagni, 1985). Da questa selezione si sviluppò in seguito una raccolta più ampia, Tolminske pesmi (Poesie tolminesi), curata da Marijan Brecelj e pubblicata dalla Mohorjeva družba di Gorizia in occasione del decimo anniversario della morte della poetessa (2003). Postuma uscì presso l’editore Braitan la raccolta in italiano Canti spezzati (1994), con poesie tradotte da Diomira Fabjan Bajc e prefazione del poeta friulano Celso Macor. Nello stesso anno vennero pubblicate anche le raccolte Križev pot e Via Crucis (traduzione di Marija Kacin). Due raccolte furono curate e pubblicate per la casa editrice ART dal nipote di Ljubka, Igor Tuta: Goriške pesmi (Poesie goriziane, 2018) e Rožni venec (Rosario, 2020). Un album di poesie per bambini tratte dal lascito famigliare, Pesmice z razglednice (Filastrocche da cartolina), è stato pubblicato dalla stessa casa editrice nel 2024.
