Alma Maximiliana Karlin

12. 10. 1889 – 14. 1. 1950
Alma Karlin, scrittrice, viaggiatrice e teosofa, è nata a Celje. Nel 1907 seguì la sua insegnante di lingue, la signora Pervanja-Kotalik, a Gorizia. Alma voleva continuare la sua formazione linguistica con questa insegnante, così si recò a Gorizia con la madre, allora pensionata, Vilibaldo.

Scrittrice, instancabile esploratrice e cultrice della teosofia, Alma Karlin nacque a Celje. La sua passione per le lingue la portò nel 1907 a Gorizia, dove seguì l’insegnante Pervanje-Kotalik. Il desiderio di proseguire gli studi proprio con questa docente la spinse a trasferirsi in città, accompagnata dalla madre Vilibalda, già pensionata. La malattia dell’insegnante la costrinse però a cercare altri maestri, e non sappiamo se le lezioni con lei ripresero mai. Durante il suo soggiorno a Gorizia, che si rivelò fondamentale per il suo percorso formativo, Alma Karlin prese alloggio in via Alvarez, di fronte all’ufficio postale, non lontano dalla casa del cugino Camillo. In questo periodo, dedicandosi intensamente allo studio delle lingue, si preparò al primo esame di stato, conquistando così la propria autonomia intellettuale. Dopo aver superato gli esami di stato in francese e inglese, ottenne la possibilità di guadagnarsi da vivere insegnando, e ciò le aprì le porte sul mondo. Nel 1909 si recò a Londra, dove studiò contemporaneamente inglese, francese, latino, italiano, norvegese, danese, russo e spagnolo. Intraprese il suo primo grande viaggio già nel 1908, mentre la sua prima avventura oltreoceano fu nel 1920, quando a Trieste si imbarcò su una nave diretta in Sud America.

I suoi romanzi, scritti in tedesco, erano molto popolari e già durante la sua vita furono tradotti in inglese, francese e finlandese.

Quando viveva a Gorizia, si recava spesso con la madre e i parenti a far visita alla zia Ernestina, la sorella del padre, che era direttrice dell’ufficio postale di Kojsko/Quisca.

“Nel cuore del Collio, terra benedetta del vino, il borgo si distende abbracciando un dolce pendio. La distesa uniforme dei vigneti è punteggiata da fichi e mandorli, mentre al di là di infinite colline si stagliano le vette alpine, dai profili frastagliati ma addolciti dalla distanza, coperte del loro manto nevoso. Più in basso, tra Gorizia e il Collio, scorre l’inconfondibile Isonzo nelle sue tinte verdi-azzurre.”

Galerija

Lokacije

Via Amando Diaz (nekdanja Via Alvarez) / Diazova ulica (nekoč Alvarezova ulica

Alma Maximiliana Karlin

12. 10. 1889 – 14. 1. 1950
alma-karlin
Alma Karlin, scrittrice, viaggiatrice e teosofa, è nata a Celje. Nel 1907 seguì la sua insegnante di lingue, la signora Pervanja-Kotalik, a Gorizia. Alma voleva continuare la sua formazione linguistica con questa insegnante, così si recò a Gorizia con la madre, allora pensionata, Vilibaldo.

Scrittrice, instancabile esploratrice e cultrice della teosofia, Alma Karlin nacque a Celje. La sua passione per le lingue la portò nel 1907 a Gorizia, dove seguì l’insegnante Pervanje-Kotalik. Il desiderio di proseguire gli studi proprio con questa docente la spinse a trasferirsi in città, accompagnata dalla madre Vilibalda, già pensionata. La malattia dell’insegnante la costrinse però a cercare altri maestri, e non sappiamo se le lezioni con lei ripresero mai. Durante il suo soggiorno a Gorizia, che si rivelò fondamentale per il suo percorso formativo, Alma Karlin prese alloggio in via Alvarez, di fronte all’ufficio postale, non lontano dalla casa del cugino Camillo. In questo periodo, dedicandosi intensamente allo studio delle lingue, si preparò al primo esame di stato, conquistando così la propria autonomia intellettuale. Dopo aver superato gli esami di stato in francese e inglese, ottenne la possibilità di guadagnarsi da vivere insegnando, e ciò le aprì le porte sul mondo. Nel 1909 si recò a Londra, dove studiò contemporaneamente inglese, francese, latino, italiano, norvegese, danese, russo e spagnolo. Intraprese il suo primo grande viaggio già nel 1908, mentre la sua prima avventura oltreoceano fu nel 1920, quando a Trieste si imbarcò su una nave diretta in Sud America.

I suoi romanzi, scritti in tedesco, erano molto popolari e già durante la sua vita furono tradotti in inglese, francese e finlandese.

Quando viveva a Gorizia, si recava spesso con la madre e i parenti a far visita alla zia Ernestina, la sorella del padre, che era direttrice dell’ufficio postale di Kojsko/Quisca.

“Nel cuore del Collio, terra benedetta del vino, il borgo si distende abbracciando un dolce pendio. La distesa uniforme dei vigneti è punteggiata da fichi e mandorli, mentre al di là di infinite colline si stagliano le vette alpine, dai profili frastagliati ma addolciti dalla distanza, coperte del loro manto nevoso. Più in basso, tra Gorizia e il Collio, scorre l’inconfondibile Isonzo nelle sue tinte verdi-azzurre.”

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